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Ciao a tutti! Queste parti di una “Stazione saldante” mi sono state date da un amico e sono state salvate “in extremis”, nel senso che stavano per essere buttate.
Aveva il contenitore in plastica interamente spaccato e appiccicoso, probabilmente a seguito di cadute accidentali, in parte era sciolto dal calore ed era interamente avvolto da schotch adesivo…
Così, mi sono armato di buone intenzioni ed olio di gomito per rimetterla a posto.

Prima di tutto ho iniziato con una bella pulita con la trielina alla mascherina, poi dopo aver ripulito il trasformatore dal nastro adesivo (che secondo il produttore doveva tenere a bada i lamierini a non farli vibrare), ho comprato una barretta ad “L” di alluminio 1×1 cm., e con essa ho ricavato 4 squadrette e, dopo averle forate, sono state abbullonate al trasformatore; nel frattempo, mi sono procurato una scatola metallica usata, di gran lunga superiore a quella originale in plastica, gli ho sagomato un nuovo pannello composito in alluminio DBond, un nuovo prodotto con una struttura di tipo sandwich Alluminio-Pexiglass, applicandogli alla fine la sua mascherina originale.
Per la protezione ESD gli ho aggiunto una boccola per banana di colore giallo collegata alla carcassa metallica, per la connessione allo stilo saldante ho utilizzato, invece, un connettore a 5 poli con ghiera filettata, anche’esso superiore qualitativamente al mini DIN originale che era anche origine di contatti incerti.

Una volta cablate le parti meccaniche ed elettroniche, con mia sorpresa la stazione saldante è risultata perfettamente funzionante, nessun ulteriore intervento è stato necessario.
Anche quest’altra mia esperienza, che ha avuto un costo intorno ai 4 euro, è un invito a recuperare e riutilizzare le vecchie apparecchiature, anche se apparentemente non funzionanti.

Cordiali 73’s

Giovanni IZ8XJJ

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