Precursore Sismico

 

Progetto SDT – Segnali dalla Terra

Si tratta di un vero e proprio progetto di ricerca progettato e gestito da radioamatori iscritti all’Associazione Radioamatori Italiani teso alla messa in opera di una rete di monitoraggio permanente di segnali elettromagnetici, che potrebbero rivelarsi precursori degli eventi sismici rilevanti. Si spera infatti di riuscire a registrare segnali precedenti eventi di magnitudo almeno pari al 4° grado della scala Richter.

Il finanziamento del progetto è stato reso possibile utilizzando una quota del 5 per mille dell’IRPEF destinato all’associazione stessa. Il costo del progetto è molto limitato, infatti, oltre al finanziamento di base, che coprirà la spesa della parte ricevitore vero e proprio, le ulteriori necessità (antenna, computer ecc.) saranno a carico delle singole sezioni ARI aderenti al progetto, la cui diffusione è prevista a scala nazionale.

Il progetto, proposto e approvato nel corso del 2009, è stato avanzato da Riccardo Rossi, IV3NQS, radioamatore e coordinatore della rete di monitoraggio sismico amatoriale denominata FESN (Friuli Experimental Seismic Network), gruppo facente parte attiva della Squadra di Protezione Civile del Comune di Pozzuolo del Friuli in provincia di Udine. Il gruppo è composto per la maggior parte da radioamatori, ma anche da geologi accreditati e costituisce a sua volta parte attiva della rete consorella IESN (Italian Experimentale Seismic Network) a diffusione nazionale e sede ad Ancona. Oltre al monitoraggio sismico, il gruppo della FESN, studia autonomamente il fenomeno, analizza e costruisce parte della strumentazione necessaria (sensori compresi) e propone le conoscenze acquisite nelle scuole al fine di mantenere alta la conoscenza del rischio sismico nella propria regione.

Nel novembre 2009, il progetto SDT è stato presentato presso la Sezione ARI di Udine in occasione del meeting Alpe Adria, un piccolo convegno comprendente la trattazione di relazioni tecniche su sperimentazioni elettroniche avanzate effettuate da radioamatori. Successivamente, alla presenza di Elvezio Galanti, del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, il progetto è stato proposto anche a Casale Monferrato (AL) durante un incontro tenutosi presso l’Istituto Tecnico Superiore Leardi organizzato dalla locale Sezione ARI.

La sezione ARI di * ha aderito con entusiasmo al progetto, tenuto conto che la propria zona è considerata sismica e si pone in prossimità di un’importante sistema di faglie attive (così come richiesto dalle direttive del progetto) ecc. ecc. …….

L’intero corso del progetto sarà seguito direttamente da *, (oppure dal gruppo costituito da *) ecc. ………

I dati che forniranno le attrezzature sparse in tutta Italia, si consideri che attualmente hanno dato la propria adesione circa una dozzina di Sezioni ARI, saranno messi a disposizione gratuitamente di scienziati e università al fine di evidenziare ogni aspetto utile, ma anche limiti e difetti che potranno successivamente essere oggetto di implementazioni e modifiche. Infatti, già in sede di redazione delle metodologie della prima fase dell’impianto, sono state ideate delle fasi successive, per ora riservate ad alcune stazioni di riferimento, che eseguiranno dei test al fine di verificare la possibilità di esportare ulteriori tecniche di rilevamento alle altre sezioni aderenti.

L’aspetto più importante del progetto, oltre a quello di permettere la collaborazione a scopo comune di numerose Sezioni ARI dislocate anche a grande distanza, sarà quello di permettere ad altri radioamatori singoli di partecipare al progetto stimolando l’autocostruzione (purché siano rispettate determinate regole costruttive) in modo tale da permettere il confronto di segnali rilevati dalle stazioni singole con quelli della rete di riferimento. Tale modalità potrebbe essere in grado di costituire una maglia di stazioni di rilevamento ancora più capillare, condizione utilissima se non necessaria, per poter permettere uno studio approfondito di questi segnali controversi che pur manifestandosi in molte zone della terra, rimangono tuttavia effimeri e di difficile interpretazione.